
Settimana SERR ad Appignano del Tronto: con il recupero dei RAEE accendi il valore e spegni lo spreco.
Oggi con Marche a Rifiuti Zero siamo entrati in classe per dare uno sguardo critico sulle materie prime, le emissioni e le possibilità di riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, attraverso la curiosità delle tre classi della scuola secondaria di primo grado di Appignano.
Una domanda semplice, molte risposte complesse. Quanto materiale serve per costruire un dispositivo elettronico? Da dove provengono le materie prime e quali sono le loro ricadute ambientali? Quante energie e cellule di distanza geografiche separano una miniera da un negozio? E soprattutto: quanto è riciclabile quel materiale una volta che l’apparecchio non serve più?
Secondo alcune ricerche la produzione di un computer richiede circa 1,7 tonnellate di materiali. Tra questi, circa 240 chilogrammi sono combustibili fossili, una misura che mette in luce l’impatto energetico nascosto lungo l’intera filiera. Ma la questione non si esaurisce qui: nelle tecnologie moderne giocano un ruolo fondamentale le terre rare e le materie prime critiche, con sfide legate all’approvvigionamento, ai prezzi e all’impatto ambientale.
Le fonti di queste risorse sono in gran parte minerarie, diffuse a livello globale. L’estrazione comporta emissioni di CO2 e richiede grandi quantità di energia, rendendo questa fase tra le più impegnative dal punto di vista climatico. I materiali, dal cavo di rame alle terre rare, percorrerebbero lunghe vie, dalle miniere ai siti di raffinazione, ai magazzini di assemblaggio e, infine, ai negozi: una catena di distribuzione che coinvolge trasporti su terra, mare e, talvolta, aria.
La domanda su quanto sia possibile riciclare è altrettanto rilevante. In teoria una parte significativa dei materiali potrebbe essere recuperata: metalli preziosi e alluminio, rame, e in parte anche le terre rare. Nella pratica, invece, il tasso di riciclo dipende da come il prodotto è stato progettato, dall’esistenza di infrastrutture adeguate e dall’adeguata conoscenza dei consumatori.
Queste tecnologie dipendono da materiali di cui il nostro paese è privo. L'estrazione e la produzione di materie prime critiche avvengono in paesi esteri, come Cina e Congo, e comportano inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. Si parla anche di sfruttamento di bambini, enormi sprechi nei processi produttivi e accaparramento di terre (land grabbing). Tali effetti collaterali potrebbero essere mitigati con il recupero di questi materiali dai nostri dispositivi RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e con l’uso futuro di un materiale rivoluzionario chiamato grafene.
Le buone notizie? Diverse imprese italiane già recuperano metalli preziosi da telefoni e PC e investono nello studio del grafene. Inoltre, nel nostro piccolo possiamo prolungare la vita dei dispositivi riparandoli il più possibile, evitando nuove spese e partecipando alla campagna di Riciclo dei Cellulari per la tutela e la conservazione di habitat critici, promossa a livello globale da Jane Goodall. Essere sostenibili è possibile e dipende solo da noi!
Possiamo imparare a ridurre l’impatto adottando pratiche concrete: scegliere dispositivi riparabili e aggiornabili, utilizzare pezzi di ricambio, prolungare la vita degli apparecchi, separare correttamente i rifiuti elettronici per favorire il recupero dei materiali (portandoli in negozi di elettronica, all'isola ecologica o chiamando il numero verde) e ridurre il consumo energetico complessivo tramite l’uso consapevole.
