
Plasticus Maritimus: proseguono gli incontri di Marche a rifiuti zero con le classi dell’I.C. di Montelabbate
Lunedi abbiamo incontrato di nuovo la classe 4 A di Apsella, incontro a tema plastica o meglio, Plasticus Maritimus, quella specie invincibile e invasiva che sta riempiendo i nostri mari, l’Adriatico in primis. Questa triste realtà era rappresentata da Plasticus Maritimus Adriaticus e Plasticus Maritimus Altanticus, due burattini costruiti a partire da oggetti in plastica raccolti sulle spiagge a cui i bambini hanno chiesto “quanti anni avete”? “pochi” hanno risposto, “ma vivremo fino a 1000 anni, ed abbiamo tante sorelle e fratelli, sparsi a terra e nei corsi d’acqua, nei mari e negli oceani, dove finiamo tutti”.
“I pesci mangiano noi e voi mangiate i pesci” hanno continuato i due fratelli, “forse la plastica non fa male alla vostra salute (dovete ancora scoprirlo/provarlo..) ma alla vita del mare fa tanto male, tartarughe e pesci e uccelli marini ne restano uccisi cibandosene o restando impigliati”. “Possiamo riciclare” hanno risposto i bambini, “bravissimi!” dicono i fratelli Plasticus “ma vedete, non tutta la plastica è riciclabile. Alcune sono più riciclabili (PET), altre meno (polistirolo) e tanta sfugge ai cassonetti perché è leggera, vola via..e comunque se ne produce sempre più”. “Che fare?” hanno chiesto i bambini “cambiare” rispondono i Plasticus, cambiare in meglio, attivando il cervello e cosi è iniziata la creazione del cartellone PLASTICA: MENO E’ BELLO, titolo ideato dai bambini. Nel cartellone ogni bambino ha disegnato un oggetto monouso in plastica e l’alternativa riutilizzabile ricavata da materiale naturale (borse della spesa in cotone, spazzolino in legno) o facilmente riciclabile (borraccia in acciaio). Chi aveva completato il cartellone leggeva libri a tema, con interesse, insieme. Come dovrebbero fare gli adulti: attivare la mente, informarsi, collaborare sono le azioni chiave per il nostro benessere e la nostra sopravvivenza.
Ad Apsella, Montelabbate ed Osteria Nuova abbiamo incontrato per la prima volta altre 7 classi. La partenza è sempre la stessa: la natura è perfetta, strutturata in cicli chiusi, l’uomo, che è un mammifero superpredatore, soprattutto da 300 anni a questa parte sta perdendo consapevolezza del suo essere parte, non padrone, e cosi estrae risorse, consuma energia ed acqua e produce rifiuti. Noi possiamo ridurre i rifiuti prodotti, riparare, riutilizzare, e infine differenziare, tutto quel che resta è nelle mani dei comuni che affidano agli enti gestori le azioni successive: selezione ottimale del differenziato, invio a impianti di riciclo, combustione in inceneritori, smaltimento in discariche. Le prime quattro azioni dipendono da noi, riciclare al meglio, incenerire, smaltire in discarica dipendono dall’ente gestore e sono le peggiori opzioni perché hanno maggiore impatto ambientale. Quindi se vogliamo copiare la natura, a nostro beneficio, possiamo ridurre, riparare, riutilizzare. Ridurre la quantità di rifiuti prodotta e cosi l’impatto che la loro gestione comporta, mai nullo... e ci conviene!
Possiamo ad esempio risparmiare e avere un’oggetto originale, unico: portapenne da latta del pomodoro, borsa fatta a partire da una sacca di iuta del caffè rimediata in un bar. Ma non possiamo riempirci la casa e quindi l’azione più importante è RIDURRE, la plastica soprattutto, la monouso soprattutto. Ridurre è anche saper scegliere tra ciò che ci serve e ciò che non ci serve quindi basta cannucce e palloncini in plastica. Cesare chiede “come posso fare a festeggiare il compleanno senza palloncini?” poi ricorda che l’anno scorso i palloncini si sono rotti, hanno sporcato il giardino e la mamma ha fatto pulire a lui.. ecco, meglio farne a meno! Meglio inventare una geniale alternativa come decorazioni con i fiori o fiori di cartapesta.. e spazio alla fantasia!
Appuntamento alla prossima settimana per il secondo incontro! I bambini faranno i compiti? Siamo ottimisti perché sono compiti originali e fino ad ora non hanno mai disertato. Alle classi che approfondiranno il compostaggio è stato chiesto di visitare ed osservare uno spazio naturale, un bosco, un luogo in cui la natura è indisturbata, e raccontare poi ai compagni. Altre classi calcoleranno l’”impronta ecologica”, i loro alunni raccoglieranno dati personali o di famiglia su: consumi di carne, quante scarpe, quanti armadi.. e la privacy? Ah si, ma il privato non è parte della comunità? E poi una piccola impronta ecologica fa bene a chi la produce prima di tutto.
